Protagonisti

Giorgio Bartolucci

Una storia in cucina iniziata fin dall’infanzia, quasi un disegno del destino cominciato osservando il padre Sergio ai fornelli: lui è Giorgio Bartolucci, chef del ristorante “Atelier” di Domodossola, la cui arte culinaria si contraddistingue per la precisione di esecuzione e il grande entusiasmo, ma anche per una attenta e rigorosa disciplina appresa nelle rinomate cucine dell’hotellerie francese.

La sua strada nel mondo della ristorazione inizia nel 1989, Giorgio ha 10 anni e i suoi genitori, papà Sergio e mamma Luigia, decidono di acquistare un albergo a Domodossola proprio davanti alla stazione internazionale. Nasce l’Hotel Eurossola. È da quel giorno che il cammino di Bartolucci si intreccia e fonde con la passione per la cucina, un futuro professionale che si delinea con gli studi presso l’Istituto Alberghiero E. Maggio di Stresa, per poi svilupparsi in esperienze stagionali tra celebri locali di Courmayeur e Val di Fiemme.

Dopo il diploma e la “naja”, ecco aprirsi le porte di Cala di Volpe in Costa Smeralda, durante il periodo estivo, e Saint Moritz in quello invernale. Sotto la guida dello Chef Sironi continua la sua crescita ma Giorgio non dimentica il desiderio di scoprire, di confrontarsi e viaggiare. Così riesce ad arrivare in Francia, nel due stelle Michelin dello Chateaux Saint-Martin, in Provenza, poi a Parigi, al Crillon di Place del La Concorde.

“Vivevo solo per quello, un’esperienza incredibile. Lì la cucina è una scienza, niente è lasciato all’improvvisazione. Alla fine però mi accorsi che stavo diventando come loro: incattivito e arrivista”. Dopo questa presa di coscienza ritorna in Provenza, dove si impegna per apprendere i segreti di cottura della carne, poi parte alla volta dei Caraibi con l’intento di uscire dal vortice di una cucina d’élite, che percepisce senza una vera anima. Ma il suo viaggio non si arresta, prosegue verso Sardegna e Portofino; viene segnato dal profondo dolore a seguito del lutto per la mamma, una sofferenza che lo conduce al tentativo di allontanarsi dal mondo della cucina. Ma è solo un momento: “Ho sentito il bisogno di tornare. È un lavoro certamente fatto di sacrifici ma se rappresenta la tua passione non puoi farne a meno”.

E allora ricomincia il suo percorso: Il Piccolo Lago di Mergozzo e il Regina Palace di Stresa. Infine, ecco arrivare il punto di svolta, la proposta di papà Sergio di rilevare l’attività. Con Giorgio c’è la sorella Elisabetta, i due fratelli insieme con l’obiettivo di portare avanti la tradizione di famiglia. E oggi questa storia continua, un sogno di bambino diventato realtà e vissuto con la consapevolezza dell’uomo che ha viaggiato, imparato tecniche, conosciuto segreti culinari e messo il cuore in ciò che ha appreso. Un uomo diventato chef e fresco di prima stella Michelin nella Guida 2020.

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